"Non ho un conteggio perfetto delle mie ore di lavoro, ne vale comunque la pena?" La risposta è sì, e una sentenza lo conferma ancora una volta.
1 – Sull'esistenza degli straordinari
Gli straordinari possono esistere anche in assenza di una richiesta espressa del datore di lavoro, e anche se quest'ultimo ha chiaramente indicato al dipendente di non doverne più effettuare.
Il dipendente può pretendere il pagamento di tali ore se la loro effettuazione è stata resa necessaria dal sovraccarico di lavoro.
2 – Sull'onere della prova degli straordinari (articolo L. 3171-4 del Codice del lavoro francese)
Il dipendente deve solo presentare una richiesta con elementi sufficientemente precisi riguardo alle ore non retribuite che sostiene di aver svolto (tabella riepilogativa, attestazioni e testimonianze, screenshot, email scambiate con il datore di lavoro…)
Spetta poi al datore di lavoro rispondere con i propri elementi per dimostrare le ore di lavoro effettivamente svolte.
3 - Ma allora, cosa si intende per sufficientemente preciso, e cosa no?
La Corte di Cassazione ci chiarisce questo punto: una tabella che riporta, per ogni mezza giornata, gli orari di inizio e fine del lavoro, è sufficientemente precisa.
Poco importa che questa stessa tabella includa anche tempi di viaggio con una frequenza indefinita e una durata variabile, senza alcun elemento che ne permetta di valutarne la concreta sussistenza.
Bisogna qui comprendere che il dipendente ha rispettato la regola sull'onere della prova affinché la sua richiesta venga esaminata nel merito. Attenzione però: questo non significa che il numero di ore straordinarie richieste debba essere automaticamente riconosciuto, ciò dipenderà dagli elementi forniti in risposta dal datore di lavoro.